Biodiversità illustrata

Presentazione del mio lavoro di illustrazione per il libro

“Fiume specchio di mondi. Biodiversità illustrata del Parco Regionale Adda Sud”

– I disegni e i dipinti raccolti in questa pubblicazione sono la testimonianza di molti anni di collaborazione con il Parco Adda Sud nel ruolo di guardia ecologica volontaria e sono stati realizzati per occasioni diverse, in prevalenza come ausilio nelle attività di educazione ambientale.

Le diverse tecniche pittoriche che ho utilizzato rispondono spesso ad esigenze di carattere pratico, oppure sono l’esito della ricerca del mezzo più efficace per rendere al meglio il soggetto dell’illustrazione. Per esempio alcuni disegni, destinati alle mini guide da donare agli alunni nelle scuole, sono a china su carta da lucido in modo da essere ben delineati anche nel piccolo formato in bianco e nero, mentre la scelta del cartoncino nero per ritrarre gli animali notturni è dettata dall’intenzione di suggerire immediatamente l’oscurità della notte e imitare la difficoltà di scorgerli nel loro ambiente.

Ognuna di queste tavole è stata un’occasione per approfondire le mie conoscenze naturalistiche perché ogni volta ho sentito il il bisogno di documentarmi a lungo ed in questo modo ho imparato molto, convincendomi sempre di più che c’è continuamente qualcosa di nuovo da imparare.

Copiare (illustrare) la natura comporta due fasi: una di analisi e una di sintesi . La prima fase è necessariamente dedicata all’osservazione accurata e minuziosa di ciò che si vuole illustrare, all’acquisizione di tutti gli elementi che si vogliono mostrare, ed è un processo in un certo senso passivo, di interiorizzazione. Nella seconda fase, ben più attiva, si deve scegliere la tecnica più appropriata e comporre tutti gli elementi in funzione del rilievo che si vuole dare a ciascuno senza tradire l’armonia dell’insieme – arduo compito!

Analogamente, nella ricerca scientifica è necessario un grande lavoro di osservazione e di raccolta dati la cui successiva analisi e interpretazione porta alla formulazione di risposte che armonizzino unitariamente l’insieme delle singole osservazioni.

Due mondi in apparenza tanto lontani si rivelano vicini, se non addirittura sovrapposti, e la mia sensazione è che in entrambi i casi l’esito comune di tanta dedizione sia una primitiva, profonda meraviglia di fronte alla complessità e alla bellezza della Natura.

Colgo l’occasione per ringraziare pubblicamente le tante persone che mi hanno accompagnato nel gran tempo dedicato al Parco Adda Sud, i colleghi Gev tutti, tante persone diverse che mi hanno arricchito in molti modi diversi e in particolare Laura Azzolina, a cui si deve l’idea di questa pubblicazione, gli amici del gruppo di Educazione Ambientale con i quali ho condiviso l’impagabile esperienza nelle scuole, il nostro responsabile Maurizio Polli, che diviso tra rigore burocratico e buon senso pratico ha spesso preferito optare per il secondo, ed infine il nostro caro professore Riccardo Groppali che sa proporre con levità anche l’argomento più grave.

Prova ne siano le pagine di questo libro.

Il fuoco della vista

cito qui sotto una pagina del catalogo della mostra personale

Il fuoco della vista, disegni di natura” di Massimo Demma,

perchè davvero esprime molto bene ciò che si prova disegnando la natura.

“Quando dunque vi è la luce diurna intorno alla corrente del fuoco della vista, allora il simile si incontra con il simile, diventando un tutt’uno compatto, e forma un corpo unico e concorde nella direzione degli occhi, dove la luce che viene dal di dentro si scontra con quella che proviene da fuori”.

Platone, “Timeo” (45c)

Il fuoco della vista, interno ai nostri occhi, componendosi con il fuoco esterno, ci mostra l’universo, l’avvicendarsi degli equinozi e dei solstizi, del giorno e della notte. Per uno sguardo senza veli, capace di cogliere l’anima del mondo, la natura è fonte di meraviglia e panico, nonché origine di interrogativi dai quali scaturisce la filosofia.
Disegnare la natura inseguendo la perfezione tecnica può essere un passo fondamentale per chi si cimenta in questa attività, ma non esaustivo. Occorre anche lasciarsi cambiare dal mondo, riconoscersi frammento di universo e riuscire a trasferire sulla carta il piacere e lo sgomento che ne deriva.
Questo comporta il passo più difficile e la capacità, di fronte al risultato del proprio lavoro, di accettarne gli inevitabili limiti perché, come già scriveva Albrecht Durer:
“Per quanto noi non siamo in grado di definire il massimo della bellezza in una creatura vivente, pur tuttavia troviamo nelle creature visibili una bellezza talmente superiore al nostro intelletto che nessuno di noi riesce a trasferirla compiutamente nella propria opera.”

Massimo Demma è uno straordinario autore di illustrazioni naturalistiche e scientifiche da cui ho avuto la fortuna di imparare alcune preziose lezioni presso il Museo di Storia Naturale di Milano.  (particolarmente note sono le sue bellissime copertine per la rivista “Gardenia” )

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